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Storia del Colle

Collesalvetti e le sue frazioni hanno una lontana origine etrusco-romana, sebbene recenti scavi abbiano riscontrato tracce di presenza umana in epoca preistorica.
La storia medievale di Collesalvetti è collegata al progressivo impaludamento del sinus pisanus, uno stagno che si estendeva nella zona conosciuta nel Medioevo come Piano di Porto e Colline, caratterizzato allora dalla presenza di numerosi comunelli e pievanie, ubicate sotto la Pieve di San Lorenzo in Piazza (oggi distrutta). Al Pian di porto sorgeva il porto pisano.
Il progressivo impaludamento e insabbiamento portarono all'abbandono del porto pisano e alla conseguente realizzazione del porto di Livorno. Quando i Medici inaugurarono un piano di generale bonifica finalizzato a favorire il popolamento delle campagne, cominciò lo sviluppo di questo territorio. L'uso delle terre a fini agricoli e il popolamento della pianura fu possibile solo dopo accurate operazioni di controllo dei corsi d'acqua, con una politica di bonifiche per "colmata" inaugurata appunto dai Medici e proseguita dai Lorena, continuata nei primi anni del secolo e oggi resa di nuovo attuale dalle recenti alluvioni a cui il territorio è stato soggetto.
La storia più remota di Collesalvetti (o più semplicemente Colle, come era chiamata nel Medioevo) è legata alla vicinanza con Pisa: il Colle, di proprietà di una famiglia della nobiltà pisana, possedeva una torre fortificata, distrutta nel corso di varie guerre.
Uscita Pisa sconfitta dalla lunga guerra con Firenze, Colle fu villa medicea - la più modesta, usata come residenza di caccia - . Trasformata in casa di fattoria, fu il centro propulsore della Fattoria Granducale - medicea prima, lorenese poi - che nel momento della massima espansione comprendeva oltre venti poderi. Il paese, è poi cresciuto attorno alla fattoria fino a divenire comunità autonoma, in epoca relativamente tarda, cioè nel 1808, sotto il dominio francese.
A questa nuova comunità, voluta dai francesi, fu assegnato un territorio piuttosto ampio, sottratto alle comunità di Pisa, Livorno, Rosignano, e che comprendeva, oltre a Collesalvetti, le località di Castell'Anselmo, Colognole, Nugola, Guasticce, Vicarello, Parrana (San Giusto e San Martino) e Gabbro. Nel 1808 la popolazione era di 3598 abitanti. Oggi nel territorio del Comune è compresa Stagno, di più recente costituzione (anche se le sue origini sono antiche, legate alle vicende dell'Ospedale di San Leonardo, ostello per pellegrini durante il Medioevo), mentre non comprende più la frazione del Gabbro. Per quanto riguarda l'economia, l'agricoltura determinò la fortuna del Comune fino a tutto il secolo scorso. Ma nel secondo '900 con la crisi dell'agricoltura si andò affermando una nuova vocazione industriale e terziaria del territorio, con un generale sviluppo dell'attività aeroportuale, portuale e industriale.
Il nome originario di Collesalvetti sembra che fosse Colle, risalente all'epoca romana. L'aggiunta di Salvetti si fa risalire al XII secolo, dal nome del proprietario dei terreni. Il paese di Collesalvetti in origine consisteva in un casale collocato in cima a un colle. Nel 1200 fu trasformato in feudo, fortificato e sottomesso alla dinastia di Pisa, fino a quando non passò sotto il dominio fiorentino. I Medici cominciarono le bonifiche della zona e la sua valorizzazione.
Attualmente Collesalvetti conta 3500 abitanti.
Gli altri insediamenti più consistenti sono Vicarello, divisa e collegata a Collesalvetti da insediamenti di tipo artigianale e commerciale e Stagno, la frazione più popolata con oltre 5000 abitanti e sede della raffineria Agip petroli, alla periferia di Livorno. Stagno si porta nel nome la sua storia, iniziata come paludosa porta d'accesso al Porto Pisano. Qui si poteva esercitare una proficua attività di caccia e pesca. Si parla di sette ponti, uno dei quali è legato particolarmente all'importante Ospedale di San Leonardo di Stagno. Il suo completamento fu sollecitato con lettere di almeno sei Papi, rivolte ai fedeli di tutta Italia. Di sicuro sappiamo che nel 1250 era aperto ai viandanti, ma neppure cento anni dopo, nel 1333 fu di nuovo disastrato da una rovinosa alluvione.
Nel 1364 un esercito fiorentino per sfuggire a quello pisano lo tagliò del tutto.
Per quanto riguarda Vicarello, qualche studioso ritiene che questa frazione abbia un'origine antichissima. A dare forza a questa ipotesi c'è il ritrovamento in occasione del rifacimento di un ponte sulla zona del Fosso Reale, verso il 1830, di grosse pietre quadrate del tutto analoghe a quelle rinvenute sulla Via Emilia all'altezza delle Paludi Pontine, pietre certamente usate in epoca romana per costruzioni murarie. Sono state trovate inoltre urne cinerarie e strati selciati di una strada molto antica. Di certo si sa che Vicarello non fu mai un castello. Nel 1285 fu invece sede comunale, separato dal comune di Collesalvetti. Nel 1409 i due abitati risultano uniti dal punto di vista giuridico e amministrativo.
Nugola e Guasticce sono le altre due frazioni con un nucleo consistente di popolazione, mentre il resto degli abitanti sono divisi in piccoli insediamenti collinari. Di Nugola (già Nuvola o Nubilia) si hanno notizie a partire dal XI secolo. In particolare vi è un atto di vendita di terreni stipulato nel 1058. Nel 1553 nacque ufficialmente la fattoria di Nugola, istituita dal duca Cosimo di Firenze e la consorte Eleonora di Toledo. A corredo della fattoria venne costruita una cappella dedicata ai santi Cosma e Damiano. A quel tempo Nugola contava appena 69 abitanti, che nel 1745 avevano però già superato le 500 unità, grazie al buon andamento economico della fattoria.
Nel 1820 la chiesa venne ampliata fino ad assumere la configurazione attuale.
Guasticce, il cui nome rimanda all'origine palustre del territorio, risanato dai Medici, entrò a far parte del Comune di Collesalvetti nel 1808, anche se recenti ritrovamenti di palafitte fanno pensare che la zona fosse abitata anche in tempi remoti, cosa che non sorprende se pensiamo che la scelta di terreni lacustri come luogo di dimora rappresentava nell'antichità un sistema di difesa e di organizzazione.
A Guasticce, collocata in zona strategica tra Livorno, Pisa e l'entroterra, è in costruzione il centro intermodale, l'Interporto toscano A. Vespucci. Su Castell'Anselmo, ridente frazione collinare, si hanno notizie risalenti al X secolo. Nell'anno 1432 Castell'Anselmo fu praticamente distrutta dall'esercito fiorentino. In località Torretta Vecchia sulla S.S. 206 (l'antica via consolare Emilia Scauri) sono stati portati alla luce i resti di un edificio termale romano di notevole importanza, databile al I secolo d.C.
Per quanto riguarda Parrana San Giusto (Vecchia) e Parrana San Martino (Nuova), originariamente indicavano due ville con annesse chiese, una dedicata a San Giusto e l'altra a San Martino, entrambe sotto la Pieve di San Lorenzo in Piazza, in diocesi di Pisa. La firma della pace tra la repubblica Pisana e il regno d'Aragona (25 aprile 1327) vede tra gli ambasciatori pisani un tal messer Jacopo de' Gualandi di Parrana. Nel 1805, all'epoca dell'istituzione del vescovato livornese, la chiesa di San Martino venne assegnata ad esso ed elevata a pieve.